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  • MUROLO INCONTRA VINCENZO RUSSO

    MUROLO INCONTRA VINCENZO RUSSO

    Dal 7 ottobre al 30 dicembre, Casa Museo Murolo ospita una mostra tutta dedicata al 150° anniversario della nascita di due pilastri della canzone napoletana classica, Vincenzo Russo ed Ernesto Murolo.

    Due figure unite da una passione, quella per la scrittura e per la poesia.

    Un percorso diviso in tre stanze che, tramite documenti, dischi e giornali, testimonia l’importanza e la maestria di due grandi poeti nel panorama napoletano.

    A partire dalla vita di Ernesto Murolo, i suoi incontri con i grandi artisti napoletani dell’epoca, le sue opere teatrali, le sue copielle e i cantipiano, fino ad arrivare all’ incontro simbolico e leggendario con Vincenzo Russo narrato in un trafiletto all’interno della Napoletana di Roberto Murolo in cui suo padre dice allo stesso Vincenzo che chi ha scritto “Arápete fenesta, famme affacciá a Maria”, primo verso di “Marì,Marì” , non deve chiamare “maestro” a nisciuno. Troviamo inoltre dei dischi prodotti dalla casa discografica Durium , un 78 giri, un edizione francese di un 45 giri e un 33 giri, esclusivi su cui Roberto Murolo, ha inciso le canzoni di Vincenzo Russo.

    Infine, nel primo giornale della Piedigrotta del 1904,è presente la celebre “ultima canzone”  di Vincenzo Russo “L’urdema canzona mia”, leggendariamente composta sul letto di morte come suo ultimo monito prima della sua prematura dipartita all’età di 28 anni.

    Due realtà diverse per tenore di vita , per carriera e longevità, due linee parallele unite solo dall’amore per la stessa forma d’arte.

    La mostra sarà aperta al pubblico venerdì e sabato dalle ore 10:00 alle ore 18:00 e la domenica dalle 10:00 alle 13:00.

    Un progetto realizzato con il contributo della Regione Campania (L.R. 7/2003 – Piano per la promozione culturale). 

    di Giorgia Chimenti

  • “Na Casarella… Pittata Rosa!” 

    “Na Casarella… Pittata Rosa!” 

    Fondazione Roberto Murolo, Napulitanata e Fraternità Na Casarella si incontrano per “Na Casarella… Pittata Rosa!”

    Ci sono luoghi che custodiscono una storia e altri che, ogni giorno, continuano a scriverne una nuova. È proprio dall’incontro tra queste due dimensioni che nasce “Na Casarella… pittata rosa!”, l’iniziativa organizzata dalla Fraternità Na Casarella insieme alla Fondazione Roberto Murolo e all’associazione Napulitanata (che accompagna la direzione di Casa Murolo sin dall’apertura), in programma giovedì 23 luglio alle ore 19:00, presso la sede della Fraternità in Via Cupa Camaldoli 20/A, Napoli.

    L’evento rappresenta molto più di una semplice collaborazione: è il punto d’incontro tra realtà che, seppur attraverso percorsi differenti, condividono la volontà di mettere al centro la persona, la cultura e il valore della comunità. La Fondazione Roberto Murolo e l’associazione Napulitanata – impegnate nella tutela e nella diffusione della grande tradizione della canzone napoletana – incontrano così l’esperienza della Fraternità Na Casarella, da anni punto di riferimento per l’accoglienza e la solidarietà sul territorio.

    La serata si aprirà con i saluti e gli interventi di Don Massimo Ghezzi, Responsabile della Fraternità Na Casarella, e di Mario Coppeto, Presidente della Fondazione Roberto Murolo. Sarà un momento dedicato al racconto delle rispettive esperienze e dei valori che hanno reso possibile questa collaborazione.

    A seguire, spazio alla musica. Protagonisti saranno Emanuela De Rosa e Mimmo Matania, artisti dell’ensemble di Napulitanata, che accompagneranno il pubblico in un viaggio attraverso il repertorio classico della canzone napoletana. Un patrimonio musicale che continua a raccontare Napoli con autenticità e che rappresenta uno degli elementi centrali della missione culturale della Fondazione Roberto Murolo.

    La serata si concluderà con un momento conviviale ed enogastronomico, pensato non solo come occasione di incontro tra i partecipanti, ma anche come sostegno concreto alle attività della Fraternità Na Casarella.

    In un momento storico in cui i luoghi della cultura sono chiamati sempre più a dialogare con il territorio, iniziative come questa dimostrano quanto la memoria possa diventare uno strumento vivo di partecipazione. La musica, in questo senso,  è un vero e proprio linguaggio capace di unire persone, storie ed esperienze diverse.

    La Fondazione Roberto Murolo e Napulitanata rinnovano così il proprio impegno nel portare la cultura fuori dagli spazi museali e della sala da concerto, creando occasioni di incontro con le realtà che quotidianamente operano per il bene della città. “Na Casarella… pittata rosa!” vuole essere proprio questo: una festa, ma anche un simbolo di collaborazione, solidarietà e speranza.

    Vi aspettiamo quindi giovedì 23 luglio alle ore 19:00, in Via Cupa Camaldoli 20/A, per vivere insieme una serata all’insegna della musica, della condivisione e dell’autentico spirito napoletano.

  • Cosa resta di un artista: il senso della Casa Museo

    Cosa resta di un artista: il senso della Casa Museo

    Nella memoria collettiva, ciò che resta di un artista sono sicuramente le opere, le fotografie, le interviste, le recensioni giornalistiche, gli spettacoli, i libri e tutto ciò per cui l’artista è rimasto impresso negli animi e nel cuore delle persone. Esiste però un altro tipo di memoria, forse più silenziosa e quindi meno evidente, ovvero quella depositata nei luoghi vissuti dall’artista stesso.

    Proprio per questo, per la Fondazione Roberto Murolo, è stato (ed è tutt’oggi) importante preservare la casa dell’artista, in cui la memoria non è esposta come in un tradizionale museo, ma diffusa e stratificata, quasi nascosta tra gli oggetti, ma palpabile ogni volta che si attraversano le stanze: ci sbilanciamo dicendo che è qui che si respira l’essenza di Roberto Murolo. 

    Sarebbe semplice basarsi su ciò che è stato prodotto, ovvero tutto ciò che riguarda le interpretazioni, la musica, i testi, ma per noi è importante capire ciò che ha reso possibile questa produzione: abitudini, tempi, spazi. Non è solo una biografia raccontata, ma un’immersione in uno stile di vita che è diviso a metà tra quello di un artista e quello di una persona comune (proprio perché le due cose coincidono). Tutto suggerisce un modo molto personale di ascoltare e di lavorare, favorendo una narrazione sottile e profonda della sua vita, oltre che inedita.

    Molto importanti sono ad esempio gli oggetti, che per quanto possibile restano dentro una logica domestica. Il tavolo dove la famiglia Murolo pranzava, la fisarmonica del Maestro Murolo, una chitarra di Eduardo Caliendo e così via, non sono semplici oggetti da osservare, ma tracce di gesti che parlano di presenze passate. Sono questi dettagli a rendere la casa una memoria viva, supportati ovviamente dal lavoro di chi rende possibile la visita. 

    Ovviamente siamo consapevoli del fatto che attraverso la nascita di una Casa Museo tutto ciò che una volta era privato finisce per diventare pubblico, ma ci siamo mossi affinché questo non cancellasse l’intimità del luogo: al contrario, la preserva. Il visitatore infatti, come testimoniato sul nostro libro delle recensioni, ha la sensazione di entrare in uno spazio non “musealizzato” o scenografico, ma in un ambiente reale, che favorisce il quotidiano alla spettacolarizzazione. 

    Non è dunque un luogo da cui si esce con una somma di dati o di nozioni, ma un luogo che punta tutto sull’emotività: per molti è come rivivere dei ricordi, per tanti altri è un’immersione in uno spazio nuovo e stimolante. Siamo sicuri, però, che per tutti è un’esperienza non definibile, legata ad atmosfera e presenze indirette. 

    di Luca Schisano