Autore: Casa Museo Murolo

  • Casa Museo Murolo: uno spazio di memoria sociale

    Casa Museo Murolo: uno spazio di memoria sociale

    Esistono luoghi che non si limitano a conservare il passato, ma lo catturano rendendolo ancora vivibile e condivisibile: Casa Museo Murolo è uno di questi. Infatti, crediamo fortemente nella forza del MU come ambiente sociale, ovvero uno spazio in cui memoria e pratiche quotidiane si intrecciano e si condizionano per riportare alla luce un’identità collettiva. 

    La chiave di lettura che ci vede dunque come uno spazio di memoria sociale ci aiuta a comprendere non solo le figure legate alla famiglia Murolo, ma anche il ruolo della canzone napoletana all’interno delle dinamiche sociali della città nel tempo. Significa, inoltre, saper riconoscere che all’interno di queste mura non si è sviluppata un’attività artistica riconducibile a poche personalità, ma una rete di scambi e di ascolti vicendevoli. Non a caso, come spiegato anche durante la visita guidata, la casa fu, ai tempi di Ernesto Murolo, una sorta di salotto borghese post-moderno, abitato da figure mitizzate che diventavano uomini “semplici” giocando a carte. 

    La canzone napoletana, così come interpretata da Roberto Murolo, è sempre stata fortemente legata a dinamiche sociali, soprattutto grazie ad un ascolto che è da sempre sia collettivo che intimo. All’interno del MU, queste pratiche trovano una sorta di terreno fertile, uno spazio naturale in cui sfogarsi, soprattutto grazie agli eventi promossi dalla Fondazione Roberto Murolo. In questo senso, “uno spazio di memoria sociale” diventa una vera e propria antropologia dell’ascolto, cioè un ambiente che conserva e restituisce modi di ascoltare la musica che ad oggi risultano rari. 

    Prima di diventare Museo, anche dopo la morte di Roberto Murolo, il MU è sempre stato un ambiente vivo, abitato da studenti e musicisti. Questo conferma la sua posizione di luogo delle relazioni, di incontri e di gesti ancora quotidiani. Uno degli aspetti più significativi è, appunto, la presenza di oggetti che simboleggiano il passaggio e tracciano pratiche precise: parliamo di arredi, strumenti, fotografie, libri e spartiti. Tutto serve a rimandare ad un ampio sistema di abitudini che descrivono la collettività. 

    Il confine tra spazio “pubblico” e “privato” a Napoli è spesso sottile, di fatti la vita nei vicoli ha da sempre creato una continuità fra spazio interno ed esterno. Anche il MU si inserisce in questa tradizione: non si tratta di un luogo isolato, ma di uno spazio che dialoga con la città; tant’è che durante la visita si ha la perenne sensazione che ciò che accade dentro sia strettamente collegato a ciò che è accaduto (e che continua ad accadere) fuori, come ampiamente testimoniato dal nostro libro delle recensioni. 

    Potremmo dunque dire che il nostro valore più ampio stia dunque non solo nella conservazione, ma soprattutto nella trasmissione. L’obiettivo è quello di continuare ad offrire strumenti per rivivere il passato e anche vivere il presente, che è l’unico modo che abbiamo per prevedere ciò che saremo. 

    di Luca Schisano

  • Fondazione Roberto Murolo: il progetto per digitalizzare l’archivio della Casa Museo

    Fondazione Roberto Murolo: il progetto per digitalizzare l’archivio della Casa Museo

    La Fondazione Roberto Murolo ha presentato alla Regione Campania un progetto dedicato alla valorizzazione della Casa Museo Murolo e alla digitalizzazione del patrimonio archivistico e musicale conservato nello storico appartamento di via Cimarosa al Vomero, sede attuale della Fondazione e storica abitazione prima di Ernesto e poi di Roberto Murolo. 

    Nel corso del Novecento la casa è stata un importante luogo di incontro della cultura napoletana. Qui passarono autori e artisti come Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio e Raffaele Viviani.  Oggi questo spazio è diventato una Casa Museo che conserva una parte significativa della memoria della canzone napoletana classica.

    L’iniziativa rientra nell’avviso pubblico regionale per il sostegno alle imprese culturali e creative, finanziato attraverso il PR Campania FESR 2021-2027, e punta a rafforzare le attività della Fondazione trasformando l’archivio Murolo in un patrimonio sempre più accessibile e fruibile.

    Il progetto presentato alla Regione Campania mira proprio a rafforzare il ruolo della Casa Museo come centro di conservazione, studio e divulgazione, attraverso nuovi strumenti tecnologici e processi di digitalizzazione del vasto archivio custodito dalla Fondazione, formato da:

    • documenti e manoscritti;
    • fotografie storiche;
    • premi e riconoscimenti ricevuti dalla famiglia;
    • libri antichi;
    • dischi a 78 giri;
    • registrazioni sonore e incisioni originali

    Il lavoro di digitalizzazione permetterà di preservare nel tempo questi materiali e supporti sonori fragili, creando copie digitali di buona qualità veicolato dalla costruzione di un archivio digitale, che facilita la ricerca e lo studio della canzone napoletana, infatti particolare attenzione sarà dedicata proprio alla digitalizzazione delle registrazioni storiche, che rappresentano una testimonianza fondamentale dell’evoluzione interpretativa di quest’ultima nel Novecento.

    Il progetto prevede anche l’introduzione di strumenti tecnologici per la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale della Fondazione. Uno degli obiettivi è infatti quello di installare strumenti digitali per la consultazione e rendere l’archivio più accessibile, soprattutto per studiosi e ricercatori. 

    La Fondazione Roberto Murolo, istituita nel 2001 su iniziativa dello stesso maestro, ha l’obiettivo di custodire e diffondere la memoria artistica di una delle figure più importanti della musica napoletana del Novecento.

    Il progetto presentato alla Regione Campania rappresenta un passo significativo in questa direzione, visto che attraverso la digitalizzazione dell’archivio e il rafforzamento delle attività della Casa Museo, il Presidente della Fondazione, Mario Coppeto, punta a trasformare un patrimonio storico di grande valore in una risorsa culturale accessibile alle nuove generazioni, mantenendo viva la tradizione della canzone napoletana.

  • Murolo: elogio alla “lentezza”

    Murolo: elogio alla “lentezza”

    Come sappiamo, oggi va tutto veloce: la società, la comunicazione, l’arte e quindi anche la musica e l’ascolto. È anche per questo che la figura di Roberto Murolo risulta contemporanea, per il senso di opposizione ai tempi che corrono e per una carriera che fa da elogio alla “lentezza”. Quest’ultima infatti rappresenta una delle chiavi per comprendere la forza e la modernità delle sue interpretazioni della canzone napoletana classica.

    Quella dei suoi brani è una semplicità apparente, in cui la voce non forza e non cerca spettacolarismi, ma si lascia accompagnare dalla chitarra con discrezione, accentuando le parole. Tutto questo è frutto di una scelta precisa: rallentare. In questo modo, Murolo restituisce dignità al tempo dell’ascolto della canzone napoletana, in cui l’attenzione è posta su ogni verso e ogni pausa diventa parte integrante del brano. La canzone si fa dunque racconto piuttosto che performance. 

    Proprio per questo, al centro, è posto il testo. La canzone napoletana, nelle interpretazioni di Murolo, non è mai soltanto melodia: è anche letteratura, poesia popolare, memoria collettiva. Il tempo lento è dunque per l’interprete una forma di rispetto, grazie alla quale emerge una forza narrativa che va oltre il semplice intrattenimento musicale e che invita all’ascolto. 

    Oggi ci capita di ascoltare musica in modo frammentario, grazie soprattutto agli algoritmi delle piattaforme che spesso finiscono per decidere per noi. In questo contesto, la lezione di Murolo ci ricorda che l’ascolto è anche un gesto di attenzione, disponibilità e pazienza. Non sempre può essere un consumo rapido, ma spesso vale la pena viverlo come una sorta di esperienza. È proprio questo che rende Murolo contemporaneo quindi: nonostante il dominio della velocità, questo suo aspetto diventa una forma di resistenza culturale moderna.


    Visitare la Casa Museo Murolo significa anche entrare in contatto con questa idea di tempo, tant’è che partendo dalle stanze, passando per gli oggetti e arrivando all’atmosfera stessa della casa, tutto invita a rallentare ed a fermarsi per prestare attenzione. Ciò ci permette anche di rendere intimo un momento culturale, che quindi può essere sia personale che universale.

    di Luca Schisano