Autore: Casa Museo Murolo

  • Murolo: elogio alla “lentezza”

    Murolo: elogio alla “lentezza”

    Come sappiamo, oggi va tutto veloce: la società, la comunicazione, l’arte e quindi anche la musica e l’ascolto. È anche per questo che la figura di Roberto Murolo risulta contemporanea, per il senso di opposizione ai tempi che corrono e per una carriera che fa da elogio alla “lentezza”. Quest’ultima infatti rappresenta una delle chiavi per comprendere la forza e la modernità delle sue interpretazioni della canzone napoletana classica.

    Quella dei suoi brani è una semplicità apparente, in cui la voce non forza e non cerca spettacolarismi, ma si lascia accompagnare dalla chitarra con discrezione, accentuando le parole. Tutto questo è frutto di una scelta precisa: rallentare. In questo modo, Murolo restituisce dignità al tempo dell’ascolto della canzone napoletana, in cui l’attenzione è posta su ogni verso e ogni pausa diventa parte integrante del brano. La canzone si fa dunque racconto piuttosto che performance. 

    Proprio per questo, al centro, è posto il testo. La canzone napoletana, nelle interpretazioni di Murolo, non è mai soltanto melodia: è anche letteratura, poesia popolare, memoria collettiva. Il tempo lento è dunque per l’interprete una forma di rispetto, grazie alla quale emerge una forza narrativa che va oltre il semplice intrattenimento musicale e che invita all’ascolto. 

    Oggi ci capita di ascoltare musica in modo frammentario, grazie soprattutto agli algoritmi delle piattaforme che spesso finiscono per decidere per noi. In questo contesto, la lezione di Murolo ci ricorda che l’ascolto è anche un gesto di attenzione, disponibilità e pazienza. Non sempre può essere un consumo rapido, ma spesso vale la pena viverlo come una sorta di esperienza. È proprio questo che rende Murolo contemporaneo quindi: nonostante il dominio della velocità, questo suo aspetto diventa una forma di resistenza culturale moderna.


    Visitare la Casa Museo Murolo significa anche entrare in contatto con questa idea di tempo, tant’è che partendo dalle stanze, passando per gli oggetti e arrivando all’atmosfera stessa della casa, tutto invita a rallentare ed a fermarsi per prestare attenzione. Ciò ci permette anche di rendere intimo un momento culturale, che quindi può essere sia personale che universale.

    di Luca Schisano

  • Quando Sanremo premiò Roberto Murolo

    Quando Sanremo premiò Roberto Murolo

    Durante la 52esima edizione del Festival di Sanremo, nel 2002, fu assegnato a Roberto Murolo il Premio alla Carriera. Non fu un normale riconoscimento per l’allora novantenne Maestro Murolo, ma un vero e proprio atto simbolico. Il Festival, infatti, si fermò per rendergli omaggio, riconoscendo la sua figura di interprete e quasi di archivio vivente della canzone napoletana classica. Egli infatti, avendo attraversato quasi tutto il secolo, faceva da custode della canzone napoletana, soprattutto grazie al suo lieve soffio di voce. 

    Quando Sanremo premiò Roberto Murolo, nel 2002, il Maestro era già avanti con gli anni: di fatti, non si recò fisicamente sul palco dell’Ariston, ma vi fu un collegamento in diretta con l’allora direttore artistico Pippo Baudo che lo introdusse al pubblico e gli consegnò a distanza il Premio. Murolo si trovava nel suo soggiorno che tutt’oggi è visitabile grazie alla Fondazione Roberto Murolo presso la Casa Museo.

    Sanremo concettualmente è spesso visto come luogo di industria e quindi strettamente legato al mercato e di conseguenza all’attualità musicale. La scelta di sottolineare invece l’importanza storica, legata invece alle radici, alla memoria e ad un’identità stratificata, fu importante perché lanciò un segnale: studiare da dove veniamo ci aiuta a comprendere cosa ci aspetta. Le interpretazioni di Murolo, infatti, sono da sempre fortemente contaminate (ad esempio dal Jazz, elemento importante della sua formazione artistica) e nonostante questo sempre legate al passato e alla tradizione. 

    Nel 2002, inoltre, la televisione era già spettacolo, ritmo serrato, luci e scenografie imponenti, e dunque in contrasto con la figura di Murolo, che portava con sé i residui di un mondo lento, che elegantemente rompeva il silenzio con la musica. La sua, anche se da lontano, fu quasi una presenza ascetica nel contesto sanremese, e ciò che commuove è che in una manifestazione che spesso amplifica tutto a favore dello spettacolo, per qualche minuto il protagonista fu un uomo che invece lavorava di riduzione e che nella sua carriera era conosciuto per elementi molto semplici: voce e chitarra. 

    Quando Sanremo premiò Roberto Murolo non si rese protagonista di un’operazione nostalgica, ma di una dichiarazione culturale: la canzone napoletana non è folkloristica, non è solo legata alla cartolina ma è una delle forme matrici della canzone italiana. Un anno dopo, il Maestro Murolo ci avrebbe lasciato e ciò non fece altro che rendere questo riconoscimento popolare un vero e proprio testamento, oggi non solo scolpito nell’immaginario collettivo napoletano ma anche visitabile con la presenza della Casa Museo Murolo. 

    di Luca Schisano

  • Ciclo di 6 appuntamenti al MU!

    Ciclo di 6 appuntamenti al MU!

    Parte il 5 marzo alle ore 19:30 un ciclo di 6 appuntamenti presso Casa Museo Murolo, intitolato “Murolo e… musiche, dialoghi, contaminazioni”. Ognuno di questi appuntamenti è concepito come un evento unico, che ha l’obiettivo di restituire alle stanza di Casa Murolo la vivacità musicale con cui si è contraddistinta nel passato. Quello che ci aspetta è un vero e proprio viaggio nel cuore della canzone napoletana, tra passato e futuro.

    Il primo vedrà esibirsi il gruppo “Fanali”, che nella contemporaneità si muove tra suggestioni folk e art-rock. Infatti, hanno da poco pubblicato un album dal titolo “Nun me scetà”, in cui rileggono in chiave elettronica alcuni classici legati a Sergio Bruni e allo stesso Roberto Murolo.

    Ecco invece in elenco gli appuntamenti che seguiranno:

    • il 20 marzo alle ore 18:30, con il sassofonista Marco Zurzolo e il pianista Pasquale Cirillo;

    • il 18 aprile alle ore 18:30, con la cantante Giuliana Pagano, il chitarrista Corrado Paonessa e il musicista Francesco Vitale;

    • il 9 maggio alle ore 18:30, con il trio Suonno d’Ajere;

    • il 23 maggio alle ore 18:30, con il cantautore e musicista Gnut;

    • il 6 giugno alle ore 18:30, con la cantante statunitense Patrizia Lopez.

    È previsto un biglietto d’ingresso, nel quale sono compresi la visita guidata alla Casa Museo, un talk esclusivo con gli artisti e, naturalmente, la performance live degli stessi.

    La prenotazione è obbligatoria:

    Tel. +39 331 791 5092

    Email: info@casamuseomurolo.it

    Ti aspettiamo!