Come sappiamo, oggi va tutto veloce: la società, la comunicazione, l’arte e quindi anche la musica e l’ascolto. È anche per questo che la figura di Roberto Murolo risulta contemporanea, per il senso di opposizione ai tempi che corrono e per una carriera che fa da elogio alla “lentezza”. Quest’ultima infatti rappresenta una delle chiavi per comprendere la forza e la modernità delle sue interpretazioni della canzone napoletana classica.
Quella dei suoi brani è una semplicità apparente, in cui la voce non forza e non cerca spettacolarismi, ma si lascia accompagnare dalla chitarra con discrezione, accentuando le parole. Tutto questo è frutto di una scelta precisa: rallentare. In questo modo, Murolo restituisce dignità al tempo dell’ascolto della canzone napoletana, in cui l’attenzione è posta su ogni verso e ogni pausa diventa parte integrante del brano. La canzone si fa dunque racconto piuttosto che performance.
Proprio per questo, al centro, è posto il testo. La canzone napoletana, nelle interpretazioni di Murolo, non è mai soltanto melodia: è anche letteratura, poesia popolare, memoria collettiva. Il tempo lento è dunque per l’interprete una forma di rispetto, grazie alla quale emerge una forza narrativa che va oltre il semplice intrattenimento musicale e che invita all’ascolto.
Oggi ci capita di ascoltare musica in modo frammentario, grazie soprattutto agli algoritmi delle piattaforme che spesso finiscono per decidere per noi. In questo contesto, la lezione di Murolo ci ricorda che l’ascolto è anche un gesto di attenzione, disponibilità e pazienza. Non sempre può essere un consumo rapido, ma spesso vale la pena viverlo come una sorta di esperienza. È proprio questo che rende Murolo contemporaneo quindi: nonostante il dominio della velocità, questo suo aspetto diventa una forma di resistenza culturale moderna.
Visitare la Casa Museo Murolo significa anche entrare in contatto con questa idea di tempo, tant’è che partendo dalle stanze, passando per gli oggetti e arrivando all’atmosfera stessa della casa, tutto invita a rallentare ed a fermarsi per prestare attenzione. Ciò ci permette anche di rendere intimo un momento culturale, che quindi può essere sia personale che universale.
di Luca Schisano

